C’è un luogo speciale, tra le colline dell’Alessandrino, dove ogni anno si rinnova un piccolo incanto: il Noce di San Giovanni. Lo trovi lungo la strada che da Trisobbio porta a Cremolino, nella frazione di Santo Stefano.
Me lo racconta Marisa Mazzarello, in un caldo pomeriggio di giugno, pochi giorni prima del 24. “Quando ero bambina” – dice – “il Noce di San Giovanni era una certezza: secco fino a giugno, poi, quasi d’improvviso, nella settimana di San Giovanni si vestiva di foglie, fiori e piccole noci. Alla fine del mese era come tutti gli altri noci del paese”.
Il perché di questo comportamento così insolito? Nessuna spiegazione scientifica, solo antiche leggende.
C’è chi parla di sabba di streghe danzanti ai suoi piedi…
Chi racconta che San Giovanni stesso, stanco dal cammino, si sia fermato proprio lì a riposare…
E poi c’è la versione preferita da Marisa: quella dell’albero che affonda le radici nell’oro.
Si narra infatti che, secoli fa, un soldato in fuga dopo alcune razzie decise di seppellire il suo bottino in cima a quella collina. Scelse il crocevia come punto sicuro, lo coprì di terra e piantò un albero di noce per ricordarsi dove tornare.
“E adesso?” le chiedo, a pochi giorni dal 24 giugno.
Marisa sorride. “Ha cominciato a mettere le foglie. Come ogni anno, puntuale.