Le tradizioni popolari non nascono mai isolate. Viaggiano, si contaminano, si adattano ai luoghi e alle persone che le custodiscono. È proprio questo il caso delle coppette di Sant’Antonio, un dolce della tradizione invernale legato alla festa di Sant’Antonio Abate, celebrata il 17 gennaio.
La tradizione culinaria
Nel Tortonese, e in particolare a Viguzzolo, le coppette rappresentano una consuetudine antica, tramandata di generazione in generazione. Ogni famiglia custodiva in casa il proprio stampo in ferro, spesso decorato e personalizzato con iniziali o motivi simbolici, utilizzato per cuocere le cialde direttamente sul fuoco. Era un momento di condivisione: ci si ritrovava la sera, nelle case, per preparare insieme questi dolci semplici ma ricchi di significato.
Le coppette sono composte da due cialde tipo wafer, ripiene di noci caramellate nel miele. Gli ingredienti erano poveri e facilmente reperibili, ma energetici e adatti alla stagione invernale. Le varianti della cialda raccontano l’adattamento alle risorse locali: farina e acqua, farina e latte, farina, olio e vino e così via.
Negli ultimi anni, a Viguzzolo, la panetteria a conduzione familiare Il Forno della Nonna ha scelto di recuperare questa tradizione. Partendo da antichi stampi in ferro, hanno collaborato con artigiani fabbri per realizzarne di nuovi, ispirati agli originali, per un uso “contemporaneo” sui fornelli a gas.
Riconoscimento regionale
Dal punto di vista ufficiale, le coppette di Sant’Antonio rientrano nella più ampia famiglia delle Copete, riconosciute come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Piemonte. La Regione segnala una variante, appunto le Coppette di Sant’Antonio, diffuse nella zona del Tortonese in occasione della festa del Santo, caratterizzate dall’uso delle cialde al posto delle ostie.
Differenze di forma, dimensione e ingredienti che raccontano una storia di contaminazioni e adattamenti tra territori non troppo distanti, dove ogni comunità ha personalizzato la ricetta in base alle risorse disponibili e alle consuetudini locali.
Una dimostrazione di come le tradizioni culinarie popolari non siano mai statiche, ma frutto di scambi continui, capaci di mantenere un’identità comune pur nelle diverse interpretazioni.
Le coppette di Sant’Antonio per la loro storia, il legame con il territorio e la continuità della produzione artigianale, sono una tradizione che, a pieno titolo, potrebbe aspirare, a nostro avviso, al riconoscimento De.Co. – Denominazione Comunale.
Si ringrazia la panetteria Il Forno della Nonna di Viguzzolo per averci messo a disposizione lo scatto fotografico del tradizionale dolce del 17 gennaio.